Il corpo umano, come quello di quasi tutti gli organismi viventi sulla Terra, è governato da un orologio biologico interno che segue un ciclo di circa 24 ore, noto come ritmo circadiano (dal latino circa diem, "intorno al giorno"). Il "direttore d'orchestra" di questo sistema si trova nell'ipotalamo, una regione del cervello, e più precisamente nel nucleo soprachiasmatico. Questo orologio maestro risponde principalmente ai segnali ambientali di luce e buio captati dalla retina degli occhi, sincronizzando costantemente i nostri processi fisiologici con la rotazione terrestre.
I ritmi circadiani influenzano quasi ogni aspetto del nostro funzionamento corporeo. Il ruolo più noto è la regolazione del ciclo sonno-veglia: quando cala la sera e la luce diminuisce, il cervello ordina la produzione di melatonina, un ormone che favorisce l'addormentamento. Al mattino, l'esposizione alla luce solare inibisce la melatonina e stimola il rilascio di cortisolo, che ci aiuta a svegliarci ed essere vigili. Tuttavia, questi ritmi governano anche la temperatura corporea, la pressione sanguigna, la digestione e le fluttuazioni dell'umore durante l'arco della giornata.
Quando il nostro stile di vita entra in conflitto con l'orologio biologico, si verificano disturbi significativi. Il jet lag, causato dai viaggi attraverso diversi fusi orari, e i turni di lavoro notturni sono esempi classici di desincronizzazione circadiana, che portano a stanchezza cronica, insonnia e difficoltà di concentrazione. Anche l'esposizione prolungata alla luce blu degli schermi di smartphone e computer durante le ore serali inganna il cervello, inibendo la produzione di melatonina. Mantenere orari regolari per i pasti e per il sonno è quindi una delle abitudini più importanti per preservare la salute psicofisica a lungo termine.